A passo di gambero l’It italiana

Analisi –

I dati di consuntivo del 2012, presentati da Sirmi, offrono uno scenario non certo roseo, soprattutto quando si prende come parametro una timeline di almeno quindici anni.

Sembra essere tornato indietro di dieci anni il mercato Ict italiano.
O per lo meno così sembra leggendo gli ultimi dati presentati da Sirmi a consuntivo sia dell’ultimo trimestre, sia dell’intero 2012.

In Italia, lo scorso anno, il comparto Ict ha dimostrato di valere una spesa pari a 56.201 milioni di euro, in calo del 3,6 per cento rispettoall’anno precedente.
Interessante, nello scenario che Sirmi presenta, è constatare non semplicemente come di nuovo il 2012 abbia rappresentato un anno di ulteriore raffreddamento della disponibilità di spesa, ma soprattutto la inquietante progressione del trend negativo rispetto all’anno 2006, quando il comparto in Italia toccò il suo record di 64 miliardi di euro di spesa complessiva.

Così, se il decennio 1997-2006 si caratterizza per una crescita costante dell’Itc, che va di fatto al raddoppio, il periodo successivo sembra una sequenza di segni negativi, nei quali la commoditizzazione della tecnologia, e dunque la sua maggiore accessibilità in termini di prezzo, è solo un dettaglio in uno scenario invero critico.
Così, a ben guardare, non si può fare a meno di notare come il totale attuale vada a collocarsi esattamente sullo stesso livello di spesa per biennio 2000-2002.
Addirittura, per la sola It, ferma a 19.801 milioni di euro, il livello si colloca nel triennio 1997-2000, con un balzo indietro di quasi quindici anni sulla timeline.

Ma analizziamo i dati di dettaglio.
Nel quarto trimestre dello scorso anno, il mercato Ict nel suo insieme ha generato una spesa di 14,116 miliardi di euro, in calo del 5,5 per cento rispetto all’anno precedente.
Più pesante il regresso della sola It, che con 5,038 miliardi scende del 9,5 per cento rispetto al quarto trimestre del 2011. Negativi tutti i comparti, dall’hardware, che fermo a 1,840 miliardi segna un -18 per cento anno su anno, ai servizi di gestione (-9,5% a 1,2 miliardi), ai servizi di sviluppo (-8,5% a 902 milioni), con la sola eccezione del software, che si attesta appena al di sopra del miliardo di euro, con una crescita dello 0,7 per cento.
Con 9,078 miliardi di euro la telefonia mette a segno un più contenuto regresso del 3,2 per cento: fisiologico il -4 per cento della telefonia fissa, che si ferma a 3,8634 miliardi, mentre il mobile perde il 2,6% a 5,2 miliardi.

Sull’intero anno il regresso è più modesto.
L’Ict globale vale 56,201 miliardi, in calo del 3,6 per cento, mentre la sola It, che si ferma a 19,701 miliardi regredisce del 3,8%.
Anche in prospettiva annuale l’hardware segna il passo in modo più marcato, con un -7,3% complessivo e un -4% attribuibile ai soli pc e server.
Le Tlc valgono 36,5 miliardi, in calo del 3,5 per cento sul 2011.

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