Con hosting e cloud i datacenter sono più piccoli

Tendenze –

I datacenter privati non scompariranno, tuttavia saranno destinati a rimpicciolirsi, in virtù del fatto che un numero sempre più alto di organizzazioni decide di sperimentare, almeno parzialmente, il consolidamento oppure l’outsourcing.

Nell’era del cloud computing e dell’outsourcing dei datacenter, un numero sempre più ampio di aziende inizia a credere che forse la scelta di creare un proprio centro dati non è la scelta migliore, considerate le spese. “Bisogna considerare la corrente elettrica, i generatori, gli UPS, i rack e il sistema di raffreddamento ancor prima di aver installato il primo server – dice Tim Antonowicz, senior architect di Mosaic Technology -. Con la virtualizzazione, le risorse computazionali sono delle commodity, così sarà qualcun altro a doversi occupare di comprare i server”. Questo, in realtà, non vuol dire che i datacenter privati scompariranno. Tuttavia, saranno destinati, a quanto pare, a rimpicciolirsi, in virtù del fatto che un numero sempre più alto di organizzazioni decide di sperimentare, almeno parzialmente, il consolidamento oppure l’outsourcing. Ad ogni modo, nell’arco dei prossimi 10 anni, lo spazio occupato dalle infrastrutture sarà drasticamente ridotto e anche il loro costo dovrebbe ridursi in maniera considerevole.

Hosting vs cloud
Se alcune aziende incoraggiano i clienti che dispongono di datacenter privati a passare al cloud, nel contempo i fornitori di servizi gestiti per i CED sostengono che la costruzione di un datacenter privato, in questo momento, non è una scelta sostenibile.
Il “cloud computing” si riferisce a servizi erogati in rete. Le aziende possono creare cloud privati, ma l’ultimo decennio ha visto anche l’aumento dei fornitori di servizi cloud pubblici, che offrono un insieme di risorse di calcolo piuttosto ampio ma flessibile ed erogabile su richiesta degli utenti.
L’hosting di un datacenter si riferisce all’housing degli apparati normalmente utilizzati nei CED, off premise, presso il centro dati di un fornitore di servizi gestiti, il quale potrà acquistare e gestire direttamente le attrezzature e affittarle all’utente.
Ci sono pareri contrastanti, tra professionisti IT, sulle diverse opzioni possibili.
Dall’indagine “State of the Data Center” condotta da SearchDataCenter.com emerge che il 24% degli intervistati prevede di utilizzare formule di Infrastructure as a Service (IAAS) o servizi di hosting nel corso dei prossimi 12 mesi, contro il 19% che riferisce di aver utilizzato tali servizi nei 12 mesi precedenti.

Outsourcing del datacenter, i benefici
Per molte organizzazioni, la crisi economica ha stimolato l’interesse nelle opzioni di outsourcing del datacenter, con lo scopo di ridurre i costi. Secondo Julius Neudorfer, CTO di North American Access Technologies, i centri dati nella gamma compresa tra i 5.000 e i 10.000 piedi quadrati (da 500 a 1.000 metri quadrati) si stanno “ritirando”, perché le organizzazioni di medie dimensioni guardano sempre più spesso ai service provider per ridurre i costi. “Le aziende, di fronte al fatto che i loro datacenter sono obsoleto o difficili da ingrandire – sostiene – valutano il costo di costruzione di un nuovo CED e, tutto a un tratto, l’outsourcing sembra la scelta migliore. Alcune organizzazioni vogliono andare oltre la co-location delle facility e optano per l’hosting del datacenter per riuscire a fronteggiare la domanda di risorse computazionali a disponibilità continua, 7 giorni su 7, 24 ore al giorno”.

Outsourcing del datacenter, le preoccupazioni
Alcune organizzazioni, in particolare nei settori finanziari e di assistenza sanitaria, sono restii a demandare all’esterno il controllo sul luogo in cui fisicamente risiedono i dati e i loro specialisti IT sono preoccupati anche per la larghezza di banda e l’affidabilità della rete. “Abbiamo esaminato alcune delle nostre applicazioni e il costo della banda che avremmo dovuto comprare per arrivare al cloud supera il costo di costruzione di un intero data center”, sostiene Robert Rosen, CIO di un’agenzia governativa americana. La via di mezzo In molti casi, le aziende stanno adattando i loro centri dati privati per mantenere il controllo e ridurre i costi, optando per il solo outsourcing di alcune funzionalità.
Kent Altena, ingegnere tecnico di una compagnia assicurativa americana, si aspetta che una quota compresa tra il 5 e il 10% della superficie complessiva del suo CED finirà letteralmente “nella nuvola” nei prossimi due anni. Una quota che salirà al 30- 50% nei prossimi cinque anni. “Le imprese devono consolidare ora i propri CED – consiglia – prima il costo di aggiornamento di un datacenter diventi superiore a quello del passaggio al cloud”.

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