Disaster recovery contro il terremoto

Rassegna stampa –

Il caso della modenese EcoByte di San Felice sul Panaro, che ha sede in uno dei paesi colpiti dal sisma in Emilia. Così, puntando su Dell, ha deciso di correre ai ripari rinnovando le macchine e adottando il cloud.

Il terremoto in Emilia ha riproposto la
necessità di implementare soluzioni di
disaster recovery per le aziende. È il caso
della emiliana EcoByte.
«Sebbene il
nostro edifcio non abbia subito danni,
perché di recente costruzione, ci siamo resi
conto dell’importanza di avere i server in
un luogo sicuro: dopo le scosse più forti
nei mesi successivi ci sono stati circa
3.500 movimenti della faglia tellurica
»,
racconta Paolo Malaguti, ceo dell’azienda
che ha sede a San Felice sul Panaro
(Modena), specializzata in sistemi di
gestione per la salute e sicurezza sul
lavoro, la qualità e l’ambiente.

Così, in
collaborazione con Dell, è partito il
progetto di riconfigurazione con un
duplice obiettivo: aumentare le
performance dei sistemi informativi e la
sicurezza dei dati.
«Grazie ai cinque server
Dell Power Edge R720 e R520, che
ospitano altrettante macchine virtuali è
garantita la massima ridondanza e
affdabilità sia per il cloud interno che
esterno. E il Dell Storage Pv Md3200, con
il back-up periodico dei dati, rende
disponibile una copia di sicurezza delle
informazioni dell’azienda, replicata sul
datacenter di Aruba
», spiega Riccardo
Codifava, services & solutions business
manager.

Se l’automatizzazione e la
semplifcazione hanno portato a diminuire
i carichi di lavoro della funzione It, la
virtualizzazione e il cloud computing,
invece, consentono il ripristino in caso di
disservizio in tempi molto rapidi e
l’attivazione di server aggiuntivi dedicati a
nuovi servizi, come applicazioni e siti di
consultazione per il clienti.

«Quando i
tecnici effettuano i sopralluoghi
acquisiscono, tramite smartphone e tablet,
documenti aziendali e immagini dei luoghi
di lavoro, delle attrezzature o degli
impianti e li condividono in tempo reale via browser con i colleghi in sede. In tal
modo svolgono più velocemente le loro
mansioni e anche il trasferimento dati è
più rapido ed effciente, con un incremento
della capacità produttiva stimabile intorno
al 10%. Non solo, con il cloud possiamo
erogare formazione a distanza con il
docente in diretta, come richiesto dalla
normativa e anche ridurre il numero di
licenze software lavorando su macchine
virtuali per investire ancora di più sugli
applicativi
», sottolinea Malaguti. Che,
grazie alla maggiore competitività
prevede nuove opportunità commerciali e
occupazione entro il prossimo anno.

Il Mondo – 12 luglio 2013

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