Fresh Air Cooling – Fa “cool” essere “hot” nel data center

Rassegna Stampa –

I data center consumano ogni g

I data center consumano ogni giorno grandi quantità di energia ed è generalmente accettato che essi rappre sentino una delle maggiori voci di spesa e di contributo al carbon footprint aziendale.
 Un altro dei più elevati costi di gestione nei data center moder ni, che richiede anch’esso ampi volumi di energia elettrica, è il raffreddamento.
Dato che quest’area presenta un’opportunità per garantire sia efficienza finanziaria sia ambientale, la tecnologia a essa dedicata rappresenta un elemento chiave per l’in- novazione. L’economizzazione, cioè l’utilizzo delle condizioni climatiche esterne in contrapposizione al sistema dì condizionamento dell’aria di tipo meccanico, ha cominciato a imporsi come soluzione per la sfida legata al raffreddamento,
Questa si può materializzare sia come Fresh Air Cooling – che utilizza l’aria come veicolo di trasferimento del calore portando aria esterna fredda direttamente nel data center, o come Free Cooling – che si affida all’aria esterna per abbassare la temperatura dell’acqua di raffreddamento. L’acqua di raffreddamento viene poi incanalata nel data center ove funge da veicolo di trasferimento del calore per ridurre la temperatura dell’aria.

Gli studi di Dell hanno mostrato come in Europa il Fresh Air Cooling sia un metodo particolarmente efficace che offre più ore di economizzazione rispetto a qualsivoglia approccio di Free Cooling. L’approccio Fresh Air Cooling fa venire meno le spese capitali relative all’installazione dei condizionatori e, utilizzando l’aria esterna per raffreddare il data center, evita i costi operativi legati al loro funzionamento. In Datacenter genere, questi risparmi operativi e di capitali vengono conseguiti tramite approcci specifici, tra cui una particolare progettazione del data center e la sua localizzazione geografica, tipicamente in zone caratterizzate da clima nordico.

Poiché sempre più clienti si rivolgono a Dell per chiedere come possa essere migliorato il raffreddamento dei loro data center, l’azienda ha condotto un’analisi1 dei dati climatici in Europa, USA e Asia. Lo studio si è svolto su un periodo di 2 anni e mezzo per simulare sette anni di utilizzo nell’ipotesi peggiore di clima europeo. I risultati hanno evidenziato che l’implementazione su vasta scala di data center economizzati richiede che i dispositivi IT quali Storage, server e soluzioni di rete debbano sopportare escursioni termìche a breve termine fino a 45°C, dato interessante se si considera che la maggior parte degli apparati IT attualmente in commercio può resistere solo fino a 35°C di sbalzo termico.

Se si considera che il Fresh Air Cooling può garantire risparmi operativi pari a 275.000 dollari all’anno per MW di IT ed eliminare i costi legati all’aria condizionata e quelli di capitale ad essa associati per quasi 3 milioni per MW di IT, il ROI ottenibile attraverso l’utilizzo di soluzioni economizzate è evidente.

Sistemi e Impresa – novembre 2012

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