I server sono sempre più virtuali, parola di Intel

Tecnologie –

A livello mondiale sta lentamente diminuendo la vendita di macchine fisiche, mentre sta aumentando in modo evidente il numero di server disponibili.

Anno dopo anno, stiamo assistendo a una riduzione sensibile nelle vendite di server fisici a favore di quelli virtuali. Ma, globalmente, c’è un evidente ampliamento dell’utilizzo di queste macchine. Sul fronte client, non abbiamo notato la medesima diminuzione”. A esprimersi in questo modo è Marco Soldi, marketing development manager di Intel, nel corso dell’evento “Innovare l’IT per Innovare il Business”, organizzato da Dell in partnership con Intel.
Il manager ha poi sottolineato come nel 2010, da molti definito come l’anno più drammatico dal punto di vista dell’It, “Intel ha aumento il fatturato e il numero di processori venduti. Quell’anno, il nostro Ceo Paul Otellini, presentando i dati di bilancio, disse agli analisti che si aveva avuto la percezione che il computer fosse diventato una necessità primaria”.
Secondo le affermazioni di Soldi, Intel ha iniziato ad avere un ruolo basilare sul versante della virtualizzazione a partire dal 2009, quando forte della disponibilità di processori veramente performanti ha iniziato a stringere accordi con produttori di macchine virtuali.

Da lì in avanti abbiamo iniziato uno sviluppo molto stretto – ha sostenuto Soldi – che ha portato specifiche feature, le quali sono state direttamente inserite nei bios dei nostri microprecessori. Le nostre Cpu non sono più quelle di una volta che facevano solo calcoli, oggi hanno al loro interno tantissime funzionalità che prima venivano svolte dalle schede madri. Le dimensioni diminuiscoono sempre di più ma le potenzialità sono sempre più elevate”.

Come esempio, Soldi ha citato proprio la feature di virtualizzazione “che garantisce la patch migration: all’interno dello steso cluster, macchine con processori diversi possono essere considerate un server unico a livello fisico e consentire questa funzionalità”.
Sull’aspetto gestione del client, Intel sta lavorando da diversi anni. “Questa problematica è diventata molto importante – ha aggiunto Soldi – specialmente in quelle situazioni dove sono presenti sedi remote. Con la sua tecnologia vPro, che è integrata nei processori, Intel intende favorire la gestione remota dei client. Tale tecnologia ha il vantaggio di funzionare a livello hardware, così se si ha un client vPro è possibile prenderne il controllo anche se è spento. In pratica, consente di lavorare a livello fisico e di ovviare alla mancanza di sistema operativo”.

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