Il datacenter è sempre più verde

Tendenze –

Il mercato dei CED “green” crescerà di poco meno del 30% da qui al 2016. Cloud e virtualizzazione possono favorire i risparmi energetici, ma da sole non bastano…

Il mercato dei data center verdi crescerà di poco meno del 30% anno su anno da qui al 2016. A sostenerlo è lo studio “Green Data Center” stilato da Pike Research.

Un giro d’affari, quello legato ai CED “green”, che crescerà dai 17 miliardi attuali a 45,5 miliardi di dollari nel 2016, con un incremento medio del 28% annuo. Con i costi dell’energia in costante aumento e normative sulle emissioni di CO2 sempre più severe, la pressione economica sui responsabili IT delle medie e grandi organizzazioni è di rendere i propri data center dei luoghi ad alta efficienza energetica.

Secondo lo studio, i CED consumano attualmente circa l’1,5% dell’energia mondiale. Tuttavia, fattori quali i prezzi in aumento della corrente elettrica e delle unità immobiliari (il costo per metro quadrato dei capannoni industriali all’interno dei quali sono ospitati i data center è in continuo aumento), le politiche relative alle emissioni di gas a effetto serra, la crescita esponenziale dei costi per l’IT, il cloud computing e la virtualizzazione stanno inducendo parecchie imprese a considerare l’opportunità di convertire i propri macro ambienti di calcolo a un approccio “a impatto zero”.

Un data center verde è un’infrastruttura IT che ospita hardware di archiviazione, volumi di dati e strumenti di gestione nella quale tutte le componenti meccaniche, l’illuminazione, i sistemi elettrici e informatici sono progettati per assicurare la massima efficienza energetica e il minimo impatto ambientale. “Non c’è nessuna singola tecnologia o modello di progettazione che rende verde un data center – ha detto Eric Woods, research director di Pike Research -. Infatti, il data center green è collegato alla più ampia trasformazione che i CED stanno vivendo. Un cambiamento che coinvolge l’innovazione tecnica, i miglioramenti operativi, nuove strategie di progettazione e che impone cambiamenti sostanziali nella catena di fornitura dei CED”.

Il ruolo di cloud e virtualizzazione
La ricerca ha anche analizzato l’impatto delle nuove tendenze IT, come il cloud computing e la virtualizzazione, sui data center. L’utilizzo della virtualizzazione da parte delle imprese è diventato uno dei metodi più efficaci per migliorare l’efficienza energetica nel CED, ha detto Woods. “Tuttavia, l’astrazione di per sé non può portare a una riduzione dei costi energetici – ha messo in guardia l’esperto -. Per ottenere i massimi benefici dalla virtualizzazione, il gestore del data center dovrà ottimizzare tutti gli altri elementi dell’infrastruttura, in modo da riuscire a supportare ambienti di elaborazione che si caratterizzano per densità più elevate di componenti”.
Anche il cloud computing porta con sé una serie di benefici a livello di risparmio energetico del data center. “Consente, infatti, ai responsabili IT di acquistare servizi informatici quando la domanda aumenta, risparmiando così sui sistemi di raffreddamento delle grandi macchine che, altrimenti, dovrebbero essere acquistati in anticipo, in previsione di un aumento delle esigenze computazionali”. Ma comprendere appieno quali siano, in concreto, i benefici del cloud non è cosa facile, ed ecco perché lo studio auspica l’adozione di nuove metriche e di nuovi livelli di trasparenza nel caso in cui i professionisti IT vogliano valutare pienamente l’effetto della “nuvola” sull’ambiente.

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