Le best practice per fare un’infrastruttura convergente

Innovare i datacenter –

Come le aziende devono darsi una strategia efficientista partendo dai silos attuali. Lo spiega Ivan Renesto di Dell, che indica le best practice per fare la scelta giusta.

Che cosa è un’infrastruttura convergente?
Ultima fra le buzzword del settore It, la convergenza del datacenter è un tema che insieme al cloud computing e al big data sta acquisendo sempre più importanza, ma che al momento è ancora alquanto ambiguo.

Per infrastruttura convergente Ivan Renesto, Enterprise Field Marketing Manager Dell, intende l’integrazione di potenza di calcolo, storage, networking e management in un unico sistema volto ad aiutare le aziende a incrementare efficienza, agilità e qualità del servizio It.

La velocità che contraddistingue il mondo moderno sta dando vita a una trasformazione del datacenter.

Aziende di tutte le dimensioni devono affrontare la sfida di fornire applicazioni e servizi It on demand a una forza lavoro flessibile e in costante evoluzione.

Tuttavia, i silos delle infrastrutture It tradizionali danno luogo a colli di bottiglia che limitano la qualità del servizio e incrementano i costi operativi a causa di più lunghi tempi di implementazione e maggiori probabilità di errore.

Detto semplicemente, per Renesto può servire troppo tempo per progettare, acquisire, implementare e integrare una nuova infrastruttura It, e sono troppi gli strumenti per gestirla.

I Cio sono dunque sempre più spesso alla ricerca di soluzioni convergenti per rendere rapidamente disponibili nuovi servizi, rafforzandone la qualità e massimizzando l’efficienza del datacenter.

Infatti, Gartner stima che, “entro il 2015, un terzo dei server verrà commercializzato come risorse gestite integrate in un’infrastruttura convergente”.

Ciò che realmente differenzia le infrastrutture convergenti è tuttavia la capacità di ottenere rapidamente un time to value configurando velocemente l’infrastruttura per fornire i carichi di lavoro desiderati.

Forrester ha recentemente dichiarato che “L’approccio a silos all’infrastruttura IT deve cessare. Quest’ultima deve invece diventare workload-centrica. In altre parole, si progettano server, storage, e reti nel data center su ciò che conta di più (i workload), e non viceversa”.

Questo significa che, oltre a controllare le risorse server, storage e networking, l’applicazione che gira su tale infrastruttura deve essere anche gestita.

Con questo approccio, si elimina gran parte della complessità e le aziende possono trarre vantaggio dalla capacità di automatizzare le operazioni e soddisfare requisiti di business implementando rapidamente risorse affidabili.

Le capacità che derivano dall’automazione riducono i costi, i ritardi e i potenziali errori associati agli attuali processi manuali.

L’automazione facilita l’integrazione delle risorse di elaborazione, storage e di rete necessarie per fornire un nuovo servizio o applicazione.
Permette inoltre all’ambiente It di rispondere automaticamente nel momento in cui un incremento nella domanda inizia a dare luogo a un problema di prestazioni, sia che si tratti di cicli Cpu, memoria del server, storage I/O o throughput di rete.

Altrettanto importante, l’automazione permette alle risorse di essere rilasciate quando non sono più necessarie, riducendo al minimo il comune fenomeno di spreco di capacità.

Con questo tipo di convergenza, il collegamento tra automazione ed efficienza è evidente, e questo modo di orchestrare i carichi di lavoro e indirizzare le sfide di business è sempre più ricercato da aziende di qualunque dimensione.

Detto ciò, le imprese richiedono la flessibilità per integrare in modo efficace infrastrutture convergenti in ambienti It esistenti e garantire che siano adatti a soddisfare esigenze di business e workload individuali.

Come per qualunque modello It, l’approccio one-size-fits-all può essere riduttivo e un’analisi di ciascuna circostanza dovrebbe essere effettuata prima che il processo di procurement possa iniziare.

Le best practice per scegliere la soluzione
Nella ricerca di una soluzione di infrastruttura convergente è utile considerare le seguenti best practice per essere certi di cogliere appieno i vantaggi offerti:

 • Le soluzioni devono andare al di là dell’hardware: hardware, software, servizi e supporto sono elementi essenziali che offrono agli utenti una soluzione aperta, intuitiva, automatizzata ed end-to-end, che permette all’It di raccoglierne velocemente i vantaggi.

• Opzioni di implementazione flessibili: che si tratti di un modello do-it-yourself, architetture di riferimento pre-ingegnerizzate o sistemi pre-integrati, è fondamentale disporre della potenza e della flessibilità per scegliere la soluzione che meglio si adatta alle esigenze dell’azienda.

 • Il software di gestione è un elemento critico: la soluzione deve disporre di un software per la gestione del sistema che integra molteplici console, semplifica la configurazione dell’infrastruttura e favorisce automazione e coerenza.

• Una convergenza aperta e basata su standard: gli It manager che scelgono un’infrastruttura devono essere certi che sia supportata da un approccio aperto basato su standard, senza il quale flessibilità e interoperabilità sono impossibili.

• Deve essere pianificata in base ad applicazioni e workload che aiuteranno l’azienda a competere sul mercato: questo significa scegliere una piattaforma pre-ottimizzata per un’ampia gamma di workload tra cui analisi, unified communication, desktop virtualization e private cloud.

In questo modo, non solo si offre all’It maggiore agilità per impostare il sistema, ma limita il carico finanziario con un migliore total cost of ownership e inferiori spese operative.

La soluzioni converged infrastructure sono oggi accessibili a clienti di tutte le forme e dimensioni.
Anche se forse non rappresentano la risposta per tutti, molte aziende stanno già cogliendo i vantaggi della convergenza, selezionando piattaforme ottimizzate per i loro workload e applicazioni più importanti.

Pubblica i tuoi commenti