Scende in campo il Chief Sustainability Officer

Best Practice –

Una ricerca di Ovum fotografa i “desiderata” dei CIO: in testa c’è l’obiettivo di datacenter più sostenibili. Ed ecco perché occorre prevedere, all’interno dell’organigramma aziendale, figure con competenze adeguate.

Le organizzazioni si concentreranno, nei prossimi mesi, soprattutto sull’efficienza dei datacenter nel 2013. A sostenerlo è una ricerca di Ovum secondo la quale le imprese vogliono oggi, e vorranno sempre più in futuro, ottenere il massimo valore dai loro investimenti, cercando di ridurre i costi e migliorare l’efficienza dei propri centri dati.

Il mercato dei datacenter sostenibili vedrà una crescita accelerata nel corso del prossimo anno. Le aziende si concentreranno soprattutto sui risparmi e sulle modalità per fornire metodi di delivery interna dell’IT più efficienti sfruttando le virtualizzazione, le Reti Software Defined (SNDS) e l’utilizzo di soluzioni infrastrutturali convergenti.

“A causa della crescita del mercato delle soluzioni di gestione delle infrastrutture dei datacenter (DCIM – ndr), che ora viene sovente indicato come IT Financial Management e che è strettamente legato al costo e alla disponibilità di energia, il ruolo Chief Sustainability Officer diventerà più comune nelle organizzazioni“, si dice convinto Roy Illsley, Principal Analyst di Ovum e autore del report. Anche se il DCIM rappresenta un mercato piuttosto piccolo oggi, queste soluzioni saranno sempre più utilizzate 2013 e l’accelerazione iniziale verso tali tecnologie sarà legata ai costi dell’energia e alla necessità di cambiamento, prevede l’analista. “Le organizzazioni guardano sempre più al risparmio sui costi operativi e la bolletta energetica rappresenta una percentuale enorme di questo calcolo di base – dice Illsley -. Ecco perché le tecnologie legate allo sviluppo e alle operazioni (DevOps – ndr) diventeranno parte integrante della strategia di sostenibilità di un CIO”.

Arriva l’era del datacenter completamente virtualizzato?
L’IT sostenibile è una realtà? DCIM e DevOps saranno temi chiave per le imprese nel 2013, accanto ad altre tendenze previste per il 2013 da Ovum quali la virtualizzazione completa di tutti i livelli del datacenter, dal database allo storage. La virtualizzazione totale guiderà anche i bisogni di maggior automazione nelle tecnologie e il livello di orchestrazione associato.

La tendenza al Bring Your Own Device (BYOD) diventerà ancora più evidente tra il 2013 e il 2014 e le policy legate all’uso di dispositivi mobili personali in azienda, unita alla crescita esponenziale nell’utilizzo degli smartphone, saranno combinati in un modo utile a fornire un percorso di adozione efficace da parte dei dipendenti. I CIO cercheranno, quindi, nuove tecnologie per fornire i servizi attuali o servizi superiori ma a costi più ridotti, mostra lo studio di Ovum.

L’impatto del cloud computing sul datacenter
L’analista ha anche detto che tutto l’allure che circonda il cloud computing non porrà fine alla tendenza a ottimizzare i datacenter interni nel corso del prossimo anno. Per molte organizzazioni, la questione della classificazione dei workload (carichi di lavoro) rimane ancora una sfida. Le impostazioni “di default” rimarranno quelle utilizzate per mantenere i carichi di lavoro on-premise nell’organizzazione del proprio datacenter, precisa Illsley. “Anche se i carichi di lavoro sono pienamente compresi in termini di rischio, costo e valore, la capacità di redistribuirli è il vero tallone di Achille delle attuali tecnologie”, sostiene Illsley. Questo scenario è destinato a cambiare con difficoltà, a meno che non si riesca a raggiungere la vera compatibilità tra carichi di lavoro delle diverse tecnologie cloud nel corso del 2013 e, soprattutto, a meno che non svaniscano magicamente le insicurezze in merito ai problemi di privacy, conclude. Fino ad ora, infatti, le carenze in termini di portabilità e interoperabilità del cloud sono state il principale ostacolo all’adozione delle tecnologie “nella nuvola” presso la maggior parte delle organizzazioni.

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