Windows 8 nelle Pmi? Migrazione graduale

Rassegna Stampa –

Mobilità e flessibilità del lavoro sono una priorità anche per le piccole e medie aziende. E il nuovo sistema operativo di Microsoft è stato progettato soprattutto per valorizzare l’uso dei device touch, dentro e fuori dall’ufficio. Serve però un approccio ragionato.

Microsoft l’ha portato sul
mercato etichettandolo
come una rivoluzione,
una delle più grandi
scommesse della sua storia. Windows 8
è senz’altro una delle più recenti e importanti
novità in campo It degli ultimi
mesi: se costituisca il sistema operativo
ideale per le piccole imprese è ancora da
capire. Certo è che, a detta di Marco Bossi,
Marketing Manager Switzerland, Italy
& Spain Consumer & Small Business
di Dell
, libertà di scelta del dispositivo e
mobilità sono ormai diventate un’assoluta
priorità per le Pmi. Realtà che, a suo
dire, il nuovo software “made in Redmond
lo stanno esaminando con interesse
proprio perché progettato per consentire
modalità di lavoro più flessibili.

C’è una ricetta per decidere se il passaggio
a Windows 8 rappresenta una scelta
appropriata per una Pmi?

C’è, e si basa su quattro opzioni fondamentali. La
prima è quella
di testare un numero
selezionato di nuovi dispositivi
touch e verificare se tablet
e computer convertibili siano in linea
con la metodologia di lavoro. Quindi
serve valutare la possibilità di migliorare
Pc e notebook esistenti, rendendoli
compatibili con Windows 8.

Siamo a due. La terza opzione?
Riconsiderare l’aggiornamento del parco
hardware della propria organizzazione,
scelta che offre molti vantaggi ma
implica il rischio di tempi che potrebbero
essere quelli sbagliati. Una nuova
versione del sistema operativo rappresenta
un’ottima occasione per valutare
la propria infrastruttura tecnologica e
pianificare progetti più a lungo termine.

E infine?
Migrare. Se la tecnologia touch sembra
essere
l’opzione
giusta
per la propria
organizzazione, è
utile contemplare la
migrazione anche se non è
necessario considerarla per tutti i dispositivi:
un mix di computer, Windows 8
e non, potrebbe essere la scelta migliore.

Quindi una Pmi dovrebbe investire subito
su Windows 8 oppure no?

Come per ogni decisione relativa ad
acquisti in campo It, prima di migrare
dovrebbe esaminare attentamente quali
vantaggi aziendali l’upgrade potrebbe
assicurare.

La componente mobilità è uno di questi
vantaggi?

Vi è una crescente consapevolezza da
parte delle piccole imprese circa la
maggiore produttività della forza lavoro di cui queste potrebbero beneficiare
consentendo ai dipendenti di scegliere
il luogo da cui lavorare e il dispositivo
preferito per farlo. Una ricerca condotta
da Dell e Intel rivela in proposito come
il 76% delle piccole imprese stia già implementando
il lavoro flessibile, e come
il 40% dei dipendenti abbia la possibilità
di portare il proprio device in ufficio.


Questo non significa però che le aziende
vogliano utilizzare Windows 8…

Le piccole imprese riconoscono chiaramente
che il tradizionale modello di lavoro
“9-to-5” con un desktop fisso è ormai
un retaggio del passato e, nell’ottica
della flessibilità, Windows 8 rappresenta
una proposta interessante perché offre
un’unica interfaccia su più dispositivi e
consente di passare senza problemi dal
lavoro sui Pc tradizionali a tablet e ultrabook,
e viceversa. Sfruttando il fatto
che documenti, impostazioni chiave e
applicazioni di base seguono ovunque
i lavoratori, indipendentemente dallo
strumento utilizzato per accedervi.

Tre miglioramenti in chiave aziendale
che i Pc Windows 8 possono vantare rispetto
a quelli basati su Seven?

L’ultimo sistema operativo è progettato
per supportare una nuova generazione
di applicazioni che utilizzano meno memoria,
e per questo le aziende possono
aspettarsi un significativo miglioramento
delle prestazioni. In secondo luogo la
maggiore velocità di avvio, spegnimento
e riavvio, e infine le nuove funzionalità
di networking per verificare tutte le
connessioni WiFi disponibili e il collegamento
automatico a quella migliore.


Sul fronte sicurezza non sono stati fatti
passi in avanti?

Potrebbe essere prematura come affermazione,
ma appare abbastanza chiaro
che Windows 8 è in grado di offrire un
avanzato livello di sicurezza. Sia nella
protezione anti-malware integrata e sia
contro gli attacchi pre-boot, fatto che lo
rende molto più sicuro di Windows 7.

Quali, invece, le criticità a cui le Pmi
vanno incontro?

Un elemento che potrebbe indurre a
pensarci due volte prima di effettuare
il passaggio a Windows 8 è la possibile interruzione di attività in fase di installazione,
ma naturalmente questo dipende
da come un’azienda sceglie di implementare
il nuovo sistema operativo. È
opportuno comunque che si predisponga
una transizione graduale, soprattutto
nel caso in cui non si disponga di un
reparto It dedicato.


Molte Pmi, intanto, lavorano ancora con
Windows Xp…

Nell’aprile del 2014 Microsoft interromperà
il supporto per il vecchio sistema
operativo. Le aziende che utilizzano
ancora questo ambiente si espongono a
rischi legati alla sicurezza e al supporto
del vecchio sistema e non beneficeranno
della produttività che la nuova piattaforma
assicura.


Cosa fare, in definitiva, con Windows 8?

La migrazione al nuovo sistema non è
una decisione che le piccole imprese devono
prendere alla leggera. Ma per quelle
che devono fare le cose in un modo
diverso Windows 8 può rappresentare lo
strumento di lavoro ideale.

I costi di Otto e di Surface Rt

Il 31 di gennaio sono scadute le promozioni,
compresa quella relativa
all’acquisto di un Pc Windows 7 che
proponeva l’upgrade al nuovo software
a soli 14,99 euro, definite da
Microsoft per dare sostanza al lancio
del nuovo sistema operativo. Cosa
cambia per gli utenti? Parecchio, in
termini di costi. Dall’1 febbraio, infatti,
sono scattati i nuovi tariffari per
l’aggiornamento e l’acquisto di Windows
8, online e nei negozi. Questo
il dettaglio: la versione Pro in Dvd costa
289 euro (rispetto ai 59,99 di un
mese fa), per quella standard ne occorrono
129. In vendita c’è anche una
versione Windows Pro Pack 8 Medialess,
al prezzo di 169 euro. Passare
da Windows Xp, Vista o Windows 7
al nuovo sistema operativo (in edizione
professionale) richiede quindi una
spesa non indifferente, in linea con gli
adeguamenti decisi a suo tempo per
Seven. La compagnia di Redmond ha
quindi tenuto fede alla solita politica
di upgrade e solo il Pro Pack evidenzia
un rialzo (sul listino in dollari)
dell’11% superiore a quello che permise
di passare da Windows 7 Home
Premium all’edizione Professional.
Come hanno inquadrato gli analisti i
nuovi costi di Windows 8? Ricordando
come Microsoft abbia spinto molto
sulle promozioni lanciate in estate
per dare soprattutto impulso alla vendita
di nuovi computer, più che per
invogliare gli utenti ad aggiornare le
vecchie versioni di Windows in loro
possesso. In fatto di nuovi Pc, oltre a
quelli immessi sul mercato da Hp, Lenovo,
Acer, Dell, Samsung e Asus, c’è
da registrare anche il debutto in Italia
della versione RT di Surface, quella
basata su processori Arm e apripista
del tablet (Surface Pro, con chip Intel
Core i5, già in commercio in Nord
America) rivolto al mondo business.
Dal 14 febbraio il Pc a tavoletta consumer
è in vendita al pubblico, nelle
versioni a 32 e 64 Gbyte, a partire da
499 euro senza tastiera Touch Cover
o Type Cover. Per i modelli con Cover
integrata il costo di ingresso a listino
è di 599 euro.

Piero Aprile – Technopolis – Febbraio 2013

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